Processo per il deragliamento di Pioltello

Incidente ferroviario del 2018

Processo per il deragliamento di Pioltello

Manfredi Villani 23-11-2020 12:00

La Polizia di Stato ha diffuso il filmato che mostra la sequenza di eventi che il 25 gennaio 2018 portarono al terribile incidente ferroviario di Pioltello costato 3 vittime e 46 feriti. Un convoglio diretto a Milano deragliò poco dopo la stazione di Pioltello-Limito. Ora a quasi due anni di distanza, attraverso dati raccolti e analizzati dalla Polizia Scientifica; ha "il massimo rigore scientifico, ossia è ripetibile e con dati certi", spiegano dagli uffici della Procura di Milano. Un incidente di estrema gravità "che ha causato un grave allarme sociale": il commento del magistrato Tiziana Siciliano, coordinatrice delle indagini sul deragliamento. Le richieste della Procura riguardano nove persone a rischio processo: manager, tecnici e dipendenti Rfi. Esclusi gli ex vertici sia di Trenord che Ansf. I Pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dall'aggiunto Tiziana Siciliano, hanno chiesto che vengano processati per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e svariate violazioni delle norme sugli infortuni sul lavoro, l'amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, con i manager e dirigenti incaricati della manutenzione della tratta lungo la quale deraglio il treno dei pendolari Cremona-Milano. A loro si aggiunge Rfi imputata in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle imprese. Per il maxi-processo sul disastro duecento persone sono state convocate nell'aula della Fiera di Milano. Il debutto c'è stato lunedi 16 novembre 2020 nella nuova "aula Fiera del Tribunale, allestita in zona Portello. Nell'inedito spazio realizzato per rendere possibili i maxi-processi in tempi di virus", davanti al giudice Anna Magelli sono attese almeno 200 persone tra imputati, parti lese e avvocati. Due anni e mezzo dopo l'incidente una perizia di Rfi accusa Trenord: "Frenata irregolare". In estrema sintesi si può riassumere cosi l'ultimo atto d'indagine sulla tragedia di Pioltello, alle porte di Milano, dove un treno deragliò. La novità è che gli avvocati Rfi hanno depositato una consulenza tecnica firmata da due professori del Politecnico di Milano che punta il dito contro il sistema frenante del convoglio, la cui manutenzione dipende da Trenord. Ora sul fatto che il deragliamento sia stato provocato dalla rottura di un pezzo di 23 centimetri di rotaia per le pessime condizioni dei binari Rfi - sotto accusa in quanto responsabile della rete-evita persino di discutere, in pratica ammettendo le proprie negligenze. Però, sostengono i suoi esperti, se dopo il deragliamento i freni del treno avessero funzionato, la terza carrozza non si sarebbe staccata e non sarebbe andata a schiantarsi contro un palo della luce uccidendo tre passeggere. Gli esperti incaricati dalla Procura scrissero che anche grazie alla "scatola nera" del treno, la correttezza della "massima frenatura" era avvenuta. E poi, rilevando un valore anomalo del complicato sistema idraulico del convoglio, se gli esperti si fossero messi a disposizione degli stabilimenti di Trenitalia di Genova e Firenze, su due locomotive uguali a quella di Pioltello avrebbero potuto verificare eventuali difetti generali del meccanismo. Ma i test sperimentali "assolsero" i treni gemelli, e la causa di quel valore anomalo venne spiegata con la posizione innaturale assunta da un rubinetto della pressione in seguito all'impatto della carrozza. Le procedure d'indagine utilizzate dalle Ferrovie dello Stato tengono conto che gli incidenti ferroviari gravi accadono raramente, ma possono avere conseguenze disastrose e alimentare le preoccupazioni dell'opinione pubblica in merito alla sicurezza del sistema ferroviario.