L’alternativa alla plastica è la carta

Il volume della plastica buttata nel mare è di 150 milioni di tonnellate

L’alternativa alla plastica è la carta

Roberto Fronzuti 21-10-2020 12:00

Il volume della plastica buttata nel mare è di 150 milioni di tonnellate; una quantità inimmaginabile. Il problema del corretto smaltimento della plastica viaggia di pari passo con la questione planetaria, del cambiamento climatico, causa dei disastri ambientali che si registrano sempre con maggiore frequenza. 

Porre rimedio ai danni inferti all’ambiente è un imperativo per tutti i governi del mondo. Ma chi può occuparsi seriamente di questa catastrofe? L’Onu potrebbe essere la sede giusta, ma quest’organismo è divenuto pleonastico, prigioniero com’è dell’assetto scaturito dall’ultimo conflitto mondiale, che riserva il diritto di veto sulle decisioni assunte  dall’assemblea dei membri permanenti (Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti). Da questo dato di fatto, nasce il potere di Trump di ostacolare il programma di diminuzione degli scarichi di CO2 nell’atmosfera. La verità è che avremmo bisogno di un’Assemblea delle Nazioni Unite - Onu che diventi il governo del nostro Pianeta; solo un organismo sovranazionale può affrontare i problemi e bonificare gli oceani dalla plastica.

L’alternativa alla plastica è la carta, opportunamente trattata. La carta diventa cartoncino e può variare di spessore in base alle esigenze. Noi ci occupiamo da decenni di queste problematiche; abbiamo sostenuto in passato la necessità di sostituire la plastica con la carte per il confezionamento e la conservazione degli alimenti. In questa battaglia in difesa dell’ambiente, possiamo fare molto come consumatori, preferendo i prodotti che non comportano lo smaltimento della plastica.

Consumare prodotti e alimenti confezionati e conservati in involucri di carta deve diventare un fatto culturale; una scelta che può risultare  decisiva per la lotta alla salvaguardia dei nostri mari.