Crac Genia, tutti (o quasi) assolti. Marco Toni, “Ho molto sofferto”

L’ex “gioiello di famiglia” caduto in fallimento, con le conseguenze immaginabili per il patrimonio immobiliare

Crac Genia, tutti (o quasi) assolti. Marco Toni, “Ho molto sofferto”

Domenico Palumbo 22-07-2020 12:00

Si è chiusa con l’assoluzione di quasi tutti i protagonisti della vecchia vicenda di Genia Spa che agli inizi degli anni 2000 fece sognare i sangiulianesi (o parte di essi) allettati da una previsione di città che non aveva eguali in altri luoghi del milanese. Rimangono in pendenza al Tribunale di Lodi solo le posizioni di Roberto Fazioli, ex presidente di Genia, e di un membro del Cda. Nei giorni scorsi il Gip di Lodi ha sentenziato l’assoluzione per coloro colpiti da bancarotta fraudolenta, in cui erano compresi personaggi noti e meno noti della città tra cui Marco Toni per due volte sindaco della città, dal 1999 al 2009. “È finito un incubo; per questa vicenda ho molto sofferto”, confessa l’ex primo cittadino di San Giuliano Milanese. 

Vent’anni fa la città sembrava vivere come in un sogno. Bastava osservare i mezzi della municipalizzata per capire che qualcosa era cambiato, o stava cambiando, nell’ambito dei trasporti pubblici. I mezzi della vigilanza urbana, nuovi fiammanti, e le auto del Comune, anch’esse nuove, transitavano per le strade cittadine con la scritta Genia sulle fiancate come a mettere in evidenza un orgoglio di appartenenza a un’azienda ancora tutta da scoprire. Anche il personale indossava la divisa di circostanza, bella ed elegante, anch’essa con la scritta Genia sul petto. Era il 2006, anno di nascita di Genia, e in città si respirava aria nuova, decisamente insolita per un ambiente vissuto fra campagna e aziende meccaniche. Merito della neo arrivata, considerata il “gioiello di famiglia”, destinata a portare benessere e prosperità. L’idea era quella di creare una società in house, cioè “fatta in casa”, come si diceva allora, con tutti i servizi pubblici, scuole, campi sportivi, gas, acqua, verde, luce, rifiuti, manutenzione strade ecc., gestiti da una sola azienda, Genia appunto, con relative emissioni delle bollette da pagare da parte dei cittadini. La sede, grande e luminosa, era, ma c’è ancora, in via Pace, alle spalle di Carrefour. Sembrava un’idea geniale e tutto andava in buon ordine. Ma i primi dubbi non tardarono ad arrivare. “Se il presidente scappa via con tutti i soldi, siamo fregati…”, si mormorava negli ambienti politici. Ma il presidente Roberto Fazioli, ideatore dell’azienda in house, non dava peso al mormorio della gente, andando avanti per la sua strada. Anche il sindaco Toni era convinto della bontà della nuova impresa. “La società è solida…”, dicevano i bene informati, “Ha un capitale di 100 milioni di euro”, assicuravano. Fino a quando ci si accorse che l’azienda non aveva soldi neppure per pagare gli stipendi, oltre ai fornitori. Le banche non davano più credito.

Nell’aprile 2015 Genia Spa venne ufficialmente dichiarata fallita con le conseguenze immaginabili per quanto riguarda il patrimonio immobiliare sopra descritto, rimasto in suo possesso. Arrivarono i “nuovi” sindaci, Gina Greco dal 2009 al 2/11/2010; Francesca Iacontini, Commissario Prefettizio, dal 3/11/2010 al 29/05/2011; Alessandro Lorenzano dal 30/05/2011 al 20/06/2016; Marco Segala, sindaco attuale dal 21/06/2016, ma la questione della restituzione al Comune del patrimonio immobiliare è ancora al palo. Gli immobili comunali ancora sotto sequestro. 

“Non ci hanno capito, la nostra era una buona idea”, si rammarica Marco Toni, oggi apprezzato dirigente sportivo della Città di San Giuliano, la brillante squadra di via Risorgimento.