La ripresa prossima ventura

Con l’andamento dei contagi tenuto sotto controllo, si affacciano altri problemi

La ripresa prossima ventura

Stefano Cozzaglio 14-07-2020 12:00

Arrivati ormai all’inizio dell’estate con l’andamento dei contagi da Coronavirus se non esaurito almeno tenuto sotto controllo, si affacciano alla nostra attenzione altri e forse più gravi problemi da risolvere oltre a quello sanitario.

Nei mesi passati, dall’inizio dell’epidemia ad oggi, la questione sanitaria è stata fondamentalmente l’unico interesse che ha catalizzato sia politica che mezzi d’informazione. Da questa esperienza dobbiamo trarre un insegnamento prezioso per progettare il nostro futuro. Ora, finalmente, dopo molti tentativi, possiamo dire che l’attenuarsi del numero e della gravità delle forme di contagio ci può fare pensare ad affrontare altre situazioni che i drastici interventi di allontanamento sociale hanno scatenato e che vanno obbligatoriamente riassorbite.

Frasi come: “Il mondo non sarà più come prima” oppure “Ora dobbiamo convivere per sempre con questo virus” che molte fonti di informazione hanno diffuso non devono essere tenute in considerazione se si ha veramente l’intenzione di riordinare gli aspetti socioeconomici del mondo. E questo va fatto assolutamente in quanto il modo di organizzare la nostra vita economica e sociale si basa essenzialmente sugli interscambi di dati, materie prime e prodotti lavorati. Nessuno stato, anche se a qualcuno piacerebbe molto, ha la forza di chiudersi in sé stesso e sopravvivere da solo.

Pur mantenendo un attento controllo sui contagi, il primissimo problema da risolvere è quello del settore turistico – alberghiero. Perché possa riprendere ci deve essere una, almeno parziale, possibilità di spostamenti. Va poi ricordato che l’indotto derivato da questa ripresa di attività per essere accettabile deve raggiungere un valore minimo di incassi. Diversamente occorrono pesanti finanziamenti pubblici.

Collateralmente bisogna anche ricreare il piacere del viaggio e della vacanza da mesi demolito da una informazione che non ha fatto altro che parlare di allontanamento sociale, diminuzione dei rapporti umani e rarefazione di ogni forma di contatto umano. A causa si questi fatti sono nate addirittura forme di depressione specifiche come quella denominata “sindrome della capanna”. In seguito alla pressione mediatica di questi mesi che ci ha costretto a vivere il più possibile in solitudine si è sviluppata in alcuni di noi questa difficoltà a riprendere i rapporti umani (è vietato togliere la mascherina , fermarsi a parlare in gruppo , stare troppo vicini , bisogna lavare spesso le mani ….ecc.) facendo preferire dei momenti di isolamento e di solitudine. E questi non sono sicuramente stati d’animo che ci portano ad organizzare viaggi.

Il secondo problema da risolvere è la semplificazione della nostra burocrazia che le norme antivirus (e la paura) hanno reso sempre più lunghe e complesse da espletare. Banche, assicurazioni, poste, uffici pubblici e privati hanno almeno raddoppiato i tempi necessari per l’espletamento delle pratiche più semplici e a questo fatto vanno aggiunte le crescenti difficoltà che si moltiplicano a causa dei continui problemi di adeguamento della sicurezza dovuti all’aumento dell’informatizzazione. Come esempio cito quello che capita a me oggi, dove al posto di recarsi allo sportello bancario per avere il saldo del conto corrente, devo chiedere un appuntamento che mi viene dato non prima di tre giorni. La velocizzazione dei pagamenti, delle fatturazioni, dei rimborsi, della conferma degli ordini è basilare perché il ritmo di movimento dei flussi di denaro tra i vari attori si sblocchi favorendo gli interscambi.

Altro gravoso nodo da risolvere è quello delle modalità di riunioni per gruppi di persone. Moltissime attività in mancanza di questa regolamentazione sono sospese o viste come a rischio. Solo per citarne alcune possiamo parlare di tutte le riunioni di molte persone al coperto (ristoranti, mostre, attività sportive, conferenze, concerti, ecc.) che oltretutto funzionano solo quando il numero dei presenti è quello adeguato.

Come ultimo, ma solo in ordine di trattazione e non di importanza troviamo anche la risoluzione dei problemi derivanti dalla gestione delle scuole. Nei mesi passati, ma solo come soluzione provvisoria, si è optato per l’insegnamento a distanza. Il metodo può integrare la normale routine, ma non sostituirsi ad essa. Il governo italiano ha pensato bene di demandare la responsabilità e le relative spese alle singole scuole ed ai loro presidi non interessandosene più. Se si debbono rispettare le attuali norme di distanziamento sociale bisogna che tutti si dotino di mascherine o di visiere, che si controlli la temperatura corporea di tutti, che si faccia l’elenco di tutte le presenze e di tutte le attività svolte. Tutte le attrezzature vanno rinnovate o sanificate dopo l’uso anche più volte al giorno La composizione delle classi va ripensata sia come numeri che come disposizioni nello spazio. Tutti dovranno avere proprio materiale di consumo e di studio evitando di scambiarsi libri, quaderni, matite ed ogni altro tipo di strumenti individuali. Se poi qualche preside opterà per le divisioni in plexiglass anche queste dovranno essere sanificate ogni volta che cambia il loro fruitore. Si profila quindi una scuola dove tutti dovranno essere silenziosamente incapsulati nei loro box di plastica e magari dovranno parlare solo tramite microfono.

Speriamo che il virus si esaurisca prima o che a qualcuno venga qualche idea migliore.