La gestione dei tempi della nostra giornata

Alla ricerca di una vita più sana e un’alimentazione più bilanciata

La gestione dei tempi della nostra giornata

Stefano Cozzaglio 30-06-2020 12:00

Ultimamente sulle riviste, ma anche tramite le informazioni che provengono dalla rete multimediale, si stanno sempre più diffondendo argomenti che trattano di una vita più sana, un’alimentazione più bilanciata ed un corretto rapporto tra il tempo dedicato al lavoro e quello occupato dal tempo libero personale.

Si rischia, però, di dimenticare che l’attuazione di stili di vita più rilassati e con maggior tempo dedicato a sé stessi libero spesso viene ostacolata, se non impedita da una serie di situazioni reali nelle quali siamo volenti o nolenti immersi.

Valutazioni più dettagliate ci appariranno osservando nel dettaglio alcuni momenti legati a diverse attività come l’utilizzo del tempo libero, i momenti di vacanza, i periodi di studio, i momenti del lavoro.

Quali che siamo i casi che possiamo conoscere od osservare bisogna sempre tenere presente che, perché esista una distribuzione accettabile tra i vari momenti della giornata ci deve sempre essere una proporzione tra di loro. Solo così si riesce a capire come persone della medesima età prediligano nel tempo libero occupazioni totalmente diverse.

Ogni nostro impegno lavorativo comincia con un tempo assorbito dal trasferimento dalla nostra abitazione alla sede dell’attività stessa. Quanto più questo intervallo è lungo, noioso e privo di attrattiva tanto più la nostra voglia di apprezzare quanto ci viene trasmesso dall’esterno diminuisce.

Io stesso, avendo come architetto libero professionista un’attività abbastanza variata nei ritmi, secondo le giornate mi accorgo di avere piacere di concludere le giornate in maniere diverse secondo quanto fatto nelle ore precedenti.

Da qui appare evidente che non possa esistere una formula unica adattabile a tutti per consigliare ad esempio un’attività rilassante per il tempo libero.

Nonostante queste enormi differenze tra i diversi soggetti se si vogliono ottenere risultati validi bisogna sempre controllare che sussista una proporzione tra le diverse attività.

Cominciando dalla propria residenza spesso non ci sono le condizioni per attuare anche i requisiti di base. Si riesce forse sempre a svegliarsi spontaneamente, dopo avere riposato con gusto tutta la notte? Vicini poco educati o anche solo edifici rumorosi non sono così infrequenti come si possa credere. Ma anche solo il risveglio di una famiglia di quattro persone con i bambini da preparare e da accompagnare a scuola, la moglie che raggiunge un posto di lavoro diverso da quello del marito possono configurare un inizio di giornata già abbastanza frammentato. Poi sempre nella stessa giornata esistono altri impegni legati alle necessità dei vari componenti, dalla preparazione del pranzo e della cena, ai compiti dei figli, ma anche al pagamento delle bollette, qualche piccola riparazione, gli acquisti indispensabili per la gestione della casa. Al fine di questa trafila di impegni ai quali si aggiungono naturalmente anche le preoccupazioni derivanti dal lavoro, non ci viene da pensare dove sia quell’accidente che ci impedisce di vivere una vita di maggiore soddisfazione, con una quota di tempo dedicata a noi stessi sia a livello di attività fisica che di arricchimento culturale? La chiave di risoluzione di questi problemi bisogna trovarla nel nostro modo di concepire la vita, negli ambienti fisici nei quali viviamo o in altri ambiti?

Filosoficamente il nostro tempo è pesantemente condizionato dalla divinizzazione del guadagno ad ogni costo eliminando qualsiasi altra forma di elevazione culturale e personale. Da qui la nostra, magari anche inconsapevole, fame di attività e di corrispondente raccolta di segnali esteriori che ci propongano come vincitori.

Ma questo raggiungimento di vittoria a tutti i costi, dovendo essere legato per forza ad una serie di segnali esterni che confermino il nostro status, ci fa perdere completamente la capacità di giudizio critico. Anche osservazioni innocenti possono diventare pericolose per chi vuole essere ammesso in un gruppo chiuso (i vincitori- ricchi) in quanto gli impedisce di essere facilmente accettato.

Affievolendosi la capacità di critica, ma anche solo di fattiva proposta modificativa come si può sperare in un valido cambiamento del nostro modo di vivere?

Dopo queste premesse si può tornare a valutare se il contesto abitativo nel quale ci muoviamo possa rispondere adeguatamente alle nostre istanze di cambiamento. Purtroppo, per me la risposta è negativa, perché anche nel campo urbanistico conta quasi niente il vantaggio derivato ai futuri abitanti rispetto a quello del guadagno derivato dall’operazione immobiliare. Nonostante questo è però nato e si sta consolidando nel tempo, un desiderio di cambiamento che è proprio quel modo di pensare che troviamo negli interventi di molti nutrizionisti che cominciano la loro proposta di cambiamento dall’alimentazione. Per potere cambiare le abitudini alimentari occorre avere anche il tempo per informarsi sui nuovi cibi e le relative preparazioni culinarie. Ma riusciremo a trovare questi spazi all’interno della nostra giornata? Modificando alcune nostre abitudini e ripensando ad un diverso utilizzo degli spazi delle nostre case forse si.

Prima di decidere di operare dei cambiamenti a scopo miglioramento nella nostra vita dobbiamo essere capaci di valutare la nostra situazione attuale e quella che vogliamo raggiungere, ma soprattutto di che capacità di operare disponiamo. Questo terzo fattore è il primo da valutare per cominciare prima di operare. Il tempo disponibile è una caratteristica fondamentale da conoscere, perché senza di esso ogni sforzo verrebbe vanificato. Ma oltre all’ impegno che si può concedere alla trasformazione ed alla gestione del nuovo modello di vita bisogna valutare anche quanto tempo occorre per poterne apprezzare personalmente i risultati. Molto importante nella nostra società è che le modifiche operatesi siano riconoscibili anche all’interno del nostro gruppo di conoscenze e da esso apprezzate. Questo riconoscimento sarà quello che ci darà la conferma di avere ottenuto il nostro scopo. Anche se per alcuni questo passaggio può essere considerato una limitazione alla libertà personale, bisogna altresì ammettere che è solo questo fatto che ci permette di comunicare e condividere le nostre idee. Un cambiamento di dieta, di tempistica di vita, di abitudini in senso lato presuppone un’insoddisfazione dello stato attuale e quindi ogni sua modifica in senso migliorativo deve potere essere condivisa e riconosciuta. Dato che si comincia da una modifica della propria dieta sarà opportuno, soprattutto se si è in una famiglia, condividere il più possibile i nuovi alimenti ed i tempi della loro assunzione. Questa variazione si riflette in maniera diretta anche sulle modalità di preparazione e di acquisto dei nuovi alimenti. Se si dispone di una quota sufficiente di tempo da potere dedicare va tutto bene, diversamente i nuovi impegni vanno riorganizzati con gli altri esistenti. Legati alla diversa alimentazione sono spesso abbinati anche l’impegno ad una maggiore attività fisica ed a ritmi di riposo regolari. Ma siccome questi problemi sono risolvibili con una riorganizzazione delle diverse attività nell’arco della giornata, spostiamoci ora ad esaminare ed ottimizzare gli spazi che abitiamo. Per poter cucinare e consumare dei cibi con specifiche caratteristiche occorre potere disporre di una stanza adibita a cucina in modo permanente dotata anche di un’adeguata dispensa. I piani cottura o spazi ricavati in armadi a doppio uso come si trovano in tante seconde case sono sconsigliati. A spazi ridotti si possono solo abbinare menù studiati apposta di veloce preparazione, cottura limitatissima o inesistente e che necessitano di un uso limitato di stoviglie. Sconsiglio assolutamente l’uso di ordinare e di farsi recapitare cibi cotti altrove. Anche gli spazi per il loro consumo devono essere studiati per un uso limitato nel tempo. All’interno di un’abitazione tutti gli spazi con una specifica destinazione vanno pensati, ma soprattutto alcuni come quelli per il riposo e per la cura del corpo vanno accuratamente indagati in quanto queste attività possono essere eseguite solo nella propria dimora. Altre attività, al contrario, per le loro specifiche caratteristiche si possono svolgere fuori casa o all’aria aperta come gli esercizi fisici o visite a poli culturali e artistici. Caratteristica che dovrebbe essere comune a tutti gli spazi ed a tutte le attività è che il loro svolgimento non deve mai creare fastidio con quello degli spazi attigui né per i tempi di uso che per i rumori provocati. Se non si dispone di spazi appositamente studiati ed attrezzati per essere isolati acusticamente, come accade in molte abitazioni attuali, bisogna studiare accuratamente la tempistica di anche tutte le attività contigue. Un’altra tipologia di spazi che occorre studiare con molta cura sono quelli dedicati al riposo ed alla distensione. Come già ricordato, occorre che non ci siano rapporti interferenti con altri ambienti o con l’esterno. Il rumore (anche la musica) e le luci devono essere contenuti nel locale utilizzato, perché se per il riposo è indicato un ambiente sonoro silenzioso, non così per le attività di concentrazione e di distensione. Molte persone hanno acquisito l’abitudine di sentire musica talvolta anche ad alto volume per rilassarsi. I luoghi dove si praticano queste attività devono essere preparati con accorgimenti che si avvicinano a quelli delle sale di incisione. Se poi oltre ad ascoltare musica ci diletta anche a suonare qualche strumento gli accorgimenti devono essere ulteriormente approfonditi. Per il riposo le variabili sono moltissime e dipendono dalle abitudini di ciascuna persona.

Per la tranquillità del riposo, l’ideale a mio parere, sarebbe la stanza singola perché permette a chi la occupa di svolgere tutte le sue attività preparatorie al sonno, propriamente detto come rilassarsi leggendo il brano un libro o ascoltando la musica preferita. Anche il risveglio in questa condizione, se si riesce ad evitare l’uso della sveglia, sarà molto piacevole. Certo per una coppia abituata a dormire nello stesso letto, questa non sembrerà una soluzione ottimale, ma capisco anche che il letto coniugale apporta vantaggi che la mia soluzione non ha.