Quando lo Stato è nemico…

La burocrazia italiana è figlia dell’antica Roma

Quando lo Stato è nemico…

Emanuele Carlo Ostuni 26-05-2020 12:00

Il momento economico-sanitario che stiamo vivendo ha posto l’attenzione sulla burocrazia italiana; uno dei nostri mali. Effettivamente se in una società complessa come la nostra, la burocrazia è importante in quanto strumento amministrativo per il governo di una nazione di circa 60.350.000 abitanti (2018) dislocati in 20 regioni, di cui 5 a Statuto speciale (Friuli Venezia-Giulia, Trentino Alto-Adige, Sardegna, Sicilia e Valle D’Aosta), non possiamo non soffermarci sulle vessazioni di questa forma di amministrazione per le nostre vite.

Io stesso, dopo la morte dei miei genitori, dovetti affrontare le molteplici incombenze di orfano e figlio unico e per mesi mi ritrovai a girare da un ufficio e l’altro per vari certificati e documenti, al fine di regolarizzare la mia nuova posizione sociale, costringendomi continuamente a rinnovare il dolore per la perdita dei miei cari. In quel periodo ebbi conferma di quanto lo Stato, in certi ambiti, sia acerrimo nemico del popolo. E non potrebbe essere diversamente, se pensiamo che l’Unità di Italia fu voluta da pochi e per pochi. Non fu un processo lento e consapevole, come in Germania dove l’unità tedesca arrivò 10 anni più tardi della nostra, nel 1871, ma che presentava già un popolo organizzato se non altro attraverso la classe degli Junkers. Tutto il mondo è paese e i furbetti del quartiere ci sono e ci saranno sempre, ma la burocrazia italiana è figlia dell’antica Roma che, sin dai tempi dell’imperatore Claudio, durante il I° secolo d.C, affidò i poteri di ufficio ai suoi liberti Callisto, Narciso e Pallante, che ancora oggi sono sinonimo di arbitrio, corruzione e scambio di favori, senza dimenticare che la burocrazia comunque sia applicata è figlia di un popolo come il nostro che aderì all’Unità di Italia scegliendo non il meglio ma il meno peggio dei governi di allora, deleteria abitudine che non abbiamo mai smesso di esercitare anche nelle urne elettorali.