Sanitari con le stellette in ospedali e ambulatori

I medici dell’aeronautica nelle corsie

Sanitari con le stellette in ospedali e ambulatori

Ubaldo Bungaro 29-04-2020 12:00

I medici dell’aeronautica militare in “volo” nelle corsie degli ospedali e ambulatori più colpiti dal coronavirus. Da Bergamo a Lodi, per tutta l’emergenza Covid-19, che ha investito città, province, intere regioni, medici e infermieri con le stellette sono entrati nelle strutture sanitarie per l’assistenza ai malati.

L’Istituto di Medicina Aerospaziale di Milano, diretto dal Gen. Giuseppe Ciniglio Appiani, ha distribuito gran parte del proprio personale sanitario nelle zone calde dell’epidemia. I medici rianimatori sono utilizzati nelle missioni di trasferimento dei malati critici in reparti di Medicina intensiva o rianimazione ancora ricettivi. Medici e infermieri sono stati impiegati dove c’era carenza di personale e si stanno adoperando al meglio in tutte quelle attività che questa situazione ha portato a ipertrofizzare. Due testimonianze arrivano da Lodi con il Cap. Alessia Nardo, 35 anni, specializzanda in Psichiatria e ad Alzano, in provincia di Bergamo, con il Ten. Remo Ranalletta, specializzando in Cardiologia. Il capitano Alessia Nardo, in supporto all’Ospedale Maggiore di Lodi dal 4 marzo è impegnata nella gestione sub intensiva di tutti i malati Covid 19. Per Alesia, originaria di Catania, sposata con un ufficiale medico dei Carabinieri, anche lui in prima linea a Novara, questa missione ha un carico psicologico non indifferente. "Un’esperienza mentalmente impegnativa durante la quale affianchiamo chirurghi vascolari, urologi e altri specialisti. Una situazione drammatica ma stimolante professionalmente. Alcune immagini non le dimenticheremo mai, come quando una mattina in seguito ad un decesso un’infermiera ha cominciato a piangere, (un po’ tutti avevamo le lacrime agli occhi), avremmo voluto abbracciarci ma non potevamo farlo, ma con gli sguardi siamo andati avanti. ll tenente Remo Ranalletta, invece, è stato all’ Ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano per un mese nel reparto di terapia sub intensiva. "Spesso si andava oltre l’orario dei turni, il tutto con equipaggiamenti impegnativi dal punto di vista fisico". Il tenente Ranalletta, abruzzese della Marsica, sposato e padre di due figlie (2 e 3 anni) è arrivato ad Alzano ed è stato dislocato, come sostituto dei medici di base ammalati a Clusone, sempre in provincia di Bergamo. "Eravamo preparati alle emergenze ma non alla paura della gente. In questo nuovo incarico rispondiamo mediamente a 150 telefonate di pazienti al giorno".