Nella RSA Casa Coniugi 55 decessi su 200 ospiti

Il drammatico racconto dei familiari degli anziani

Nella RSA Casa Coniugi 55 decessi su 200 ospiti

Cristina Fabris 15-04-2020 12:00

Sono 55 i morti, su 200 ospiti nella Rsa Casa Coniugi del Corvetto: una vera e propria strage di anziani. Numeri (potenziali) che non hanno tutti il marchio certificato del Covid-19 (per la direzione sono 21 sospetti Covid e 3 accertati Covid) ma fanno lo stesso gridare allo scandalo i parenti dei morti, mentre la direzione della Rsa assicura d'aver fatto tutto il possibile per arginare il virus: “Smentiamo categoricamente ogni tipo di accusa - sottolineano - tutti gli ospiti sintomatici vengono isolati a padiglioni o a piani.

Dal 3 marzo scorso abbiamo adottato tutte le delibere che ci sono state indicate dalla Regione, isolando i sintomatici. I tamponi fino ad oggi non sono stati fatti dall’Ats e, tranne per chi ha avuto tampone in ospedale, parliamo ancora di sintomatici”.

Ora la parola passa ai PM del pool 'salute, ambiente, sicurezza, lavoro', guidato dal Procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano, che stanno procedendo alle iscrizioni nel registro degli indagati dei vertici delle Rsa (già nei giorni scorsi iscritti quelli di 3 strutture) in cui si sono verificati contagi e morti, tra cui, appunto, quelle dei quartieri milanesi Affori, Corvetto e Lambrate.

Adnkronos, la nota agenzia di stampa nazionale, ha raccolto in un lungo dossier la testimonianza di molti parenti dei deceduti, racconti tristi e a volte allucinanti.

La direttrice della RSA ha più volte risposto alle accuse attraverso comunicati e interviste ma su due punti vogliamo riportare la risposta.

Sui mancati tamponi post mortem sugli ospiti deceduti ha dichiarato “non spetta a noi farli non sono di nostra competenza, la decisione è sanitaria, non siamo noi che disponiamo di farli o meno”.

Riguardo l’ipotesi avanzata da alcuni familiari che il contagio si sia diffuso all’interno della struttura per mezzo degli operatori sanitari, la direzione precisa che “i tamponi ad oggi, 11 aprile, non sono stati eseguiti su alcun operatore sanitario”.

Alla luce di questo, appare chiaro che i responsabili dovranno essere perseguiti con estrema severità.