La strage di anziani nelle RSA

Più di 100 morti tra Pavia e Milano.

La strage di anziani nelle RSA

Cristina Fabris 01-04-2020 12:00

Tra i tanti problemi generati dall’emergenza Covid 19, è preoccupante la situazione operativa di molte RSA del territorio milanese e lombardo. Molto seria la situazione anche per le RSA di proprietà comunale: la residenza V. Ferrari di via dei Panigarola ha 235 posti letto, la residenza Per Coniugi di via dei Cinquecento 19 ne ha 199, mentre la residenza Gerosa Brichetto di via Mecenate 96 ne ha 120. Le due residenze fuori municipio sono la residenza “ Famagosta “ di via Di Rudini 3 che conta 285 posti letto ed è nel Municipio 6, mentre nel Municipio 2 troviamo al residenza “ Pindaro “ in via Pindaro 44 con 120 .

La situazione è tragica e si aggrava quotidianamente in città ,come in tutta la Lombardia. Nella residenza sanitaria di Mediglia sono deceduti 61 anziani; 16 in Lomellina, dove 15 ospiti della "Sassi" di Gropello Cairoli (Pavia) e un'infermiera di 64 anni sono morti. 16 le vittime a Pavia.

Alla Rsa Virgilio Ferrari si sono registrati 14 casi di positività e 6 decessi; alla Casa per coniugi 4 positivi e 3 morti. Il capoluogo lombardo conta anche un positivo e un morto alla Famagosta, 11 positivi alla Gerosa Brichetto e 44 positivi e 23 morti nelle Rsa Anni Azzurri che ha rilasciato un comunicato: "Presso la Residenza Anni Azzurri - Polo geriatrico e riabilitativo di Milano, si registrano alcuni ospiti positivi al coronavirus e diversi ospiti con sintomi potenzialmente riconducibili a questa infezione. Queste persone sono state poste in isolamento preventivo e sono state attivate, sin dal primo momento, tutte le procedure e le misure cautelative indicate dal Ministero della Salute e dall’Organizzazione mondiale della Sanità per garantire i migliori standard di sicurezza degli ospiti. Da subito – si legge ancora nella nota – la struttura ha comunicato la situazione all’Ats di Milano per coordinarsi e operare secondo le indicazioni dello stesso Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats, con cui è in costante contatto e a cui sono stati forniti quotidianamente report di aggiornamento". Stando a quanto assicurato dalla Rsa, "i parenti degli ospiti sono tenuti costantemente aggiornati circa le condizioni dei loro cari attraverso periodiche telefonate e nel resto della struttura la vita e le attività quotidiane previste procedono regolarmente".

Non sempre però è possibile certificare il contagio e stabilire un legame certo tra il decesso e il dilagare del virus perché non vengono effettuati tamponi.

Si parla anche di positivi tra il personale di assistenza, e quindi di evidenti difficoltà dei gestori a garantire il necessario livello di cura e assistenza.

Queste strutture sono gestite dal 2008 da soggetti privati specializzati a seguito di bando comunale e devono garantire gli standard di assistenza stabiliti da Regione Lombardia. Il Compito di monitoraggio e di vigilanza sanitaria compete all’ATS Città di Milano.

La denuncia arriva dal consigliere di Municipio 4 Marco Cormio: “Dalla scorsa settimana mi sono pervenute diverse segnalazioni relative a decessi e casi di positività tra gli ospiti delle strutture di via Mecenate e di via Panigarola. Situazioni poi confermate anche dal Servizio Residenzialità del Comune di Milano. Quanto avvenuto dimostra come il sistema RSA fosse impreparato a gestire una situazione di emergenza come quella del Covid 19”.

Ma cosa succede nelle RSA? Gli ospiti che sono positivi restano quasi sempre in struttura e i gestori hanno organizzato dei nuclei per il loro trattamento isolati dal resto della struttura, anche se ovviamente non dispongono dei supporti di una rianimazione ospedaliera. Gli altri ospiti restano confinati nelle loro stanze per evitare il contagio, senza il contatto con i loro cari.

“Negli anni che ho trascorso a Palazzo Marino – chiosa Cormio, consigliere comunale per 15 anni - ho trattato spesso il tema RSA e di come il sistema organizzativo vigente, risalente nel suo impianto principale alla fine degli anni 90’, presenti già nella normalità operativa alcune importanti criticità. Forse terminata questa terribile esperienza del Coronavirus, sarà opportuno avviare un serio ragionamento sulla revisione generale di questo importante settore dei servizi residenziali per persone non autosufficienti, che ricordiamo si occupa dei nostri anziani, un patrimonio prezioso della nostra società che merita la massima cura e attenzione”.