Editoriale

Farmaco o vaccino per il Covid?

Roberto Fronzuti 23-12-2020 09:12

Al dramma della pandemia, al timore di ammalarsi, si aggiunge l’incertezza sul tipo di cura da scegliere. Sarebbe meglio affidarsi ai farmaci o ai vaccini?  L’importante è sciogliere il dilemma e prevenire il covid.

Con riferimento ai medicinali, segnaliamo il mancato utilizzo delle 10mila dosi del farmaco messo a punto dalla casa statunitense Eli Lilly e prodotto a Latina. Sono state offerte all’Italia gratuitamente; ma rifiutate dal nostro sistema sanitario, perché non c’è ancora l’autorizzazione dell’Ema (l’agenzia europea). Ancora una volta è la burocrazia a far danni.

La cura di Eli Lilly ha guarito Donald Trump in tre giorni, nonostante l’età e l’obesità. E allora, di fronte a queste evidenze di tipo medico e l’emergenza coronavirus, è pura follia rifiutare 10mila dosi del farmaco chiamato Cov555, che avrebbero potuto salvare altrettante vite umane. Ironia della sorte, il Cov555, che esce dagli stabilimenti di Latina, è spedito all’estero, a Stati uniti ed altre nazioni, Germania compresa.

C’è chi preferirebbe la cosiddetta dose di medicine a base di anticorpi monoclonali, all’inoculazione del vaccino della casa americana Pfizer o della tedesca Bionthec. Ma l’importante è curarsi e guarire.

La campagna di vaccinazione nel nostro Paese dovrebbe partire prima di fine dicembre, per le categorie a rischio. Da noi arriverà il 13,46% dei vaccini prenotati dall’Ue;  pari a 202milioni destinati all’Italia. E allora…vacciniamoci e speriamo bene.