Editoriale

Senza aiuti, negozi e artigiani chiuderanno

Roberto Fronzuti 16-06-2020 13:47

Le vicende di questi ultimi mesi verranno ricordate per molto tempo, entreranno nella storia come la Spagnola di un secolo fa. Chi come noi si è sempre schierato in difesa dei diritti delle persone e della libertà di tutti i cittadini, non aveva previsto che un giorno avrebbe dovuto rinunciare a tutto questo, in nome della salute pubblica. In effetti, la nostra costituzione testualmente recita: ‘’ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza’’.

A ben riflettere, i nostri padri costituenti hanno opportunamente previsto l’eccezione, in caso di emergenza sanitaria, della nostra limitazione di movimento. Tutto giusto, la chiusura di aziende e negozi, l’obbligo delle mascherine, il distanziamento fra le persone e tutte le altre disposizioni decise per arginare la diffusione del coronavirus.

Il tutto doveva essere fatto con urgenza, ricorrendo ai cosiddetti Dpcm (decreto presidente del Consiglio dei ministri) e così sia. Ma mentre a ‘’botte di decreti’’ sono state imposte le regole restrittive riguardanti la chiusura di negozi e piccole aziende artigianali, non sono stati emessi altrettanti Dpcm per aiutare le persone rimaste senza reddito.

Come fa un piccolo imprenditore, il negoziante che ha sempre vissuto con l’incasso giornaliero ad andare avanti? E non si può considerare risolutivo il bonifico di 600 euro riconosciuto alle cosiddette partite Iva; si è trattato di un’elemosina. Il risultato è che, per il mancato sostegno, negozi e piccole imprese hanno chiuso definitivamente.

Ad ogni Dcpm restrittivo sarebbe dovuto esserne affiancato un altro di aiuti, immediatamente riscuotibili.

La diretta conseguenza è che molte imprese stanno finendo in mano alla mafia e alla camorra. E non è con i prestiti (sono soldi da restituire, che le banche erogano con difficoltà) che si risolvono i problemi, ma con contributi a fondo perduto. Tu Stato mi ha ordinato di chiudere, adesso mi devi risarcire. Questo vuol dire che due più due fa quattro, senza discorsi difficili. Se lo Stato aiuterà concretamente l’economia, le imprese ritorneranno a fare utili e pagare le tasse. Senza significativi aiuti, le aziende piccole e grandi sono condannate.