“Malanova, imparare l’amore a teatro”

ROZZANO / Al Fellini per la giornata internazionale contro la violenza alle donne

“Malanova, imparare l’amore a teatro”

ECO 06-12-2017 00:00

“Malanova, imparare l’amore a teatro” il tema per una reale educazione sentimentale, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è andato in scena al cinema-teatro Fellini uno spettacolo gratuito, rivolto a scuole e cittadini. Come si può parlare dell’amore alle nuove generazioni? L’amore che coinvolge il corpo e l’intera esistenza di una persona? Quali parole, quali pratiche, quali racconti si scelgono per dire e testimoniare la sua potenza? Questi gli interrogativi dell’essere umano che in tempi recenti vorrebbe trovare una spiegazione plausibile per giustificare la violenza in nome dell’Amore. La cronaca nera pone in luce i fatti in una maniera superficialmente clamorosa, temporaneamente scandalistica, senza accertamento profondo sulle origini e sulle destinazioni degli atti comunicati. Per cercare di comprendere appieno queste dinamiche così complesse e porre una riflessione su un tema tanto attuale, l’Amministrazione comunale, in collaborazione con Ama e la Compagnia Sciara Progetti, ha proposto ai ragazzi delle scuole e ai cittadini di Rozzano questo intenso spettacolo, portato in scena da Ture Magro e Flavia Gallo. “Malanova” è, letteralmente, una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere. Narra di una ragazzina, la cui storia viene raccontata da un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro una storia di violenza squallida e sconvolgente. Salvatore attraversa a piedi piazze e vicoli stretti, ascolta le donne parlare di matrimoni, battesimi e funerali, partecipa alle feste ed ai riti di sempre, e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull’onore. Lo spettacolo è il tentativo, scritto a quattro mani da due autori teatrali, di trasformare la mera retorica del sensazionalismo giornalistico, in un’esplorazione edipica sul senso della responsabilità, in una denuncia attraverso l’indagine dal punto di vista maschile. Tale storia, cruda e inenarrabile, è stata resa pubblica nei suoi particolari di cronaca nell’omonimo romanzo scritto dalla giornalista Cristina Zagaria e da Anna Maria Scarfò, edito dalla Sperling & Kupfer. La volontà di mettere in scena le vicende narrate non deve essere vista solo come vicenda appartenente al Sud Italia, ma come una storia d’Italia, presa per intero, in ogni suo dove.