Le fidejussioni per il Pratone erano… bulgare, non italiane

SAN DONATO / La leader di Insieme per San Donato, Gina Falbo, scopre l’inaffidabilità della compagnia estera

Le fidejussioni per il Pratone erano… bulgare, non italiane

“Non le perderemo”, assicura il vicesindaco Ginelli. Svanisce anche il grande albergo sulla tangenzialina?

Domenico Palumbo 06-12-2017 12:00

Svanisce il sogno di un grande albergo all’inizio della tangenzialina per Milano? E con esso anche la riscossione delle fidejussioni promesse, ma non garantite, da una compagnia estera, la Nadejda Insurance Company, di nazionalità bulgara, non italiana, come contropartita per i lavori iniziati il 28 febbraio 2017 da ultimare per il 28 agosto successivo, per la riqualificazione del Pratone? Il 9 marzo scorso il Comune di San Donato Milanese aveva stipulato con un operatore privato una convenzione urbanistica per la riqualificazione dell’ampio spazio verde di via Gramsci facendosi consegnare una serie di fedejussioni assicurative a garanzia dell’esecuzione delle opere per un totale complessivo di 3milioni 498mila euro comprendenti, tra l’altro, opere di urbanizzazione primaria e secondaria, costo di progettazione e realizzazione delle opere di compensazione, e la garanzia delle obbligazioni nei confronti del Comune di Milano. Era un accordo molto appetibile per il Comune sandonatese che finalmente aveva la possibilità di avere un grande parco pubblico al centro della città. Ma era anche un patto con il… diavolo. Sembra che la Nadejda non abbia molti soldi in cassa. A scoprire l’inghippo dalle nostre parti, scrutando in Internet, è stata la leader della lista civica Insieme per San Donato, Gina Falbo, che ha inviato una lunga interrogazione al sindaco Andrea Checchi, firmata anche dal collega Vincenzo Di Gangi, e da Giovanni Di Pasquale, esponente di San Donato ci Piace. Nel novembre 2016 l’Invass, un istituto pubblico di vigilanza sulle assicurazioni collegato alla Banca d’Italia, comunicava che Nadejda aveva riscontrato in Italia alcune polizze fidejussorie contraffatte a proprio nome, comunicando altresì gli indirizzi a cui rivolgersi per verificare la veridicità delle fidujussioni emesse dalla predetta compagnia a cui era stato pure contestato un sostanzioso deficit patrimoniale. Anche le autorità bulgare si erano interessate al caso. Il 17 agosto scorso l’operatore aveva chiesto al Comune di San Donato una proroga dei lavori fino al 31 ottobre. Fin’allora sul Pratone erano stati piantati solo alcuni alberi da frutta e il relativo impianto di irrigazione, oltre a un grande buco vuoto sul prato. Nell’ultima riunione di Consiglio comunale, Gina Falbo chiedeva pure se il sindaco era “a conoscenza che le competenti autorità di vigilanza avevano riscontrato la situazione di deficit patrimoniale, se è stata concessa la proroga richiesta dall’operatore e qual’è stata la causa dell’interruzione dei lavori”. “Lei mette in dubbio la serietà degli uffici comunali”, obiettava Checchi. “Faremo in modo di non perdere le fidejussioni promesse dalla compagnia bulgara”, assicura il vicensindaco Gianfranco Ginelli. Intanto però il Consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio che consente di ultimare i lavori rimasti in sospeso sul Pratone, utilizzando fondi propri senza aspettare l’esito delle fidejussioni sopra indicate.