Bike sharing: è già caos

PESCHIERA / Il servizio a nolo senza una stazione di parcheggio scatena gli incivili

Bike sharing: è già caos

Gianluca Stroppa 06-12-2017 12:00

Era, purtroppo, una profezia fin troppo facile. Il noleggio di biciclette senza la previsione di una stazione fissa di parcheggio delle stesse (il cosiddetto “free floating”) ha già provocato una dispersione incontrollata delle due ruote nei siti più disparati, senza contare che alcune di esse, volontariamente o meno, sono state manomesse. Per quanto il progetto sia lodevole ed abbia svariati vantaggi per la mobilità, la salute, l'ambiente ecc..., lo stesso deve fare i conti con l'educazione degli utilizzatori finali. Ammesso, e non concesso che il 99% delle persone siano rispettose ed educate, basta che la bicicletta finisca nelle mani di un solo “imbecille” per fare una brutta fine. Soggetto che, a priori, non è controllabile ed individuabile per evitare che vandalizzi la due ruote. Di esempi del disordine, che si sta creando in città grazie all'adozione del servizio, ve ne sono tanti fin dai primi giorni; un mezzo con la ruota anteriore accartocciata appoggiata ad una recinzione, un altro posteggiato in prossimità di un incrocio o ancora a far compagnia fra i bidoni della spazzatura. “Questi gesti - scrive su Facebook Luca Tenchiri - delineano solo l'ignoranza di alcune persone. Il servizio è un plus per i cittadini, con un costo irrisorio tra l'altro. Personalmente lo trovo comodissimo, se poi ci sono persone che si divertono a fare acrobazie e sfasciare una bici non loro non è un problema dell'amministratore ma comportamentale da parte degli utilizzatori stessi. Basta fare un po' di cittadinanza attiva e, quanto meno, avremo un servizio sempre monitorato ed in ordine”. Roberto Pons invece, riconduce una responsabilità al Comune: “Il problema – dice - è del sindaco o dell'Amministrazione comunale nel momento in cui hanno autorizzato e addirittura sponsorizzato il servizio a nolo senza stallo fisso. Domandiamoci perché esistono gli stalli fissi nei supermarket e comprenderemo perché il progetto è fallimentare dal concepimento. Il servizio, alla fine, è in perdita: come si potranno garantire manutenzione e piena efficienza del parco mezzi quando questi inizieranno ad avere bisogno di cure?”. Una resa all'ignoranza? Non si può ambire ad essere più civili? Si dovrebbe rinunciare ad un servizio utile per la mancanza di rispetto della cosa pubblica o di un bene al servizio di molti? L'assessore Franco Ornano osserva: “Le bici 'vandalizzate' basta che vengano segnalate e poi recuperate e riparate. È un problema di senso civico; comunque i vandali vengono individuati e segnalati alle forze dell'ordine”. Un altro assessore, Marco Righini, aggiunge: “Ognuno è libero di usare le bici. Dovrebbe farlo in maniera civile. Ci si dovrebbe scandalizzare che ci sono degli incivili che maltrattano un servizio offerto, che abbiamo una città dove giovani e adulti non rispettano il bene comune. Le biciclette vengono maltrattate in quanto non bene mio o messe nel cortile per appropriarsene. È bene ricordare che si tratta in entrambi i casi di due reati penali. Il resto è una polemica sterile che ha come scopo quello di trovare sempre qualcosa che non va e scaricare di responsabilità chi compie atti delinquenziali”.