Che futuro per l’area?

PESCHIERA / Le liste civiche bocciano la proposta del Pd sulla ex Postalmarket

Che futuro per l’area?

“La zona andrebbe bonificata ma ha costi troppo alti per un ente pubblico”

Gianluca Stroppa 06-12-2017 12:00

Le liste civiche “Peschiera Riparte” e “Peschiera Bene Comune”, che appoggiano l’amministrazione Molinari, bocciano la proposta del Pd riguardo il futuro dell’ex area Postalmarket. I Dem hanno chiesto all’Amministrazione comunale di partecipare all’asta per l’acquisto dell’area situata alla frazione di S. Bovio. Un’idea che viene respinta al mittente con nettezza. “Una proposta veramente incredibile - afferma una nota delle due liste - Forse il Pd non sa che l’area è stata edificata in un periodo nel quale si faceva largo uso di materiali contenenti amianto che, seppur non degradati, in caso di riconversione o demolizione, andrebbero totalmente bonificati con costi insostenibili per un ente pubblico, sottraendo risorse preziose ai servizi di prima necessità per i cittadini. Non solo, come Comune siamo creditori verso la proprietà di circa 1,2 milioni di euro e se partecipassimo all’asta dovremmo pure anticipare una caparra del 10% solo per poter fare un’offerta per poi saldare la cifra entro 120 giorni. L’idea è lontana da ogni logica di buona gestione delle risorse pubbliche e del bene comune, oltre che scevra di reali proposte utili per un suo pubblico impiego. Ci spiace deludere le mire imprenditrici del Pd, ma preferiamo recuperare ciò che spetta al Comune e vigilare che chiunque diventi il nuovo proprietario trasformi l’area secondo le regole condivise dal nostro piano urbanistico. Siamo alla farsa se ad avanzare questa proposta è proprio quella forza politica che ha amministrato Peschiera per anni, facendo costruire la Microsoft a poche centinaia di metri di distanza, invece che dirottarla su questa area facendogliela bonificare e che ha sviluppato il quartiere residenziale delle Terrazze a poche decine di metri da una zona industriale per di più dismessa. Lasciamo che gli imprenditori si occupino di economia industriale, mentre le amministrazioni pubbliche orientino i privati a compiere scelte realmente compatibili con le concrete e sostenibili esigenze del territorio”.