Accordo di Programma per Città Studi

MILANO / Presidio dei residenti davanti a Palazzo Marino. La Giunta ha approvato gli indirizzi politici

Accordo di Programma per Città Studi

Durante la seduta molti interventi di cittadini, studenti e professori

Cristina Fabris 06-12-2017 12:00

Dopo la fiaccolata dello scorso 7 novembre e le contestazioni al rettore Vago, martedì sera, in concomitanza della seduta congiunta delle Commissioni consiliari Mobilità ed Urbanistica, si è parlato del trasferimento delle facoltà scientifiche nell’ex-Area Expo, una cinquantina di residenti dell’area hanno organizzato un presidio davanti a Palazzo Marino. La materializzazione del dissenso ha preso la forma di un fantasma, che ha passeggiato in Piazza della Scala per simboleggiare il futuro da che, secondo i residenti, il trasferimento riserverebbe al quartiere, anche a causa del trasferimento degli Istituti Besta e dei Tumori nell’area ex-Falck a Sesto San Giovanni. Durante la seduta, molti sono stati gli interventi di cittadini, studenti, professori, consiglieri comunali e lavoratori della Statale contrari al trasferimento, che hanno smentito qualsiasi dialogo con il Comune che non ha ancora dato risposte a nessuna delle domande poste dai comitati di cittadini in questi mesi. L’“Assemblea di Città Studi”, il coordinamento che si sono dati i gruppi di cittadinanza attiva “Che Ne Sarà di Città Studi”, “Salviamo Città Studi”, “Progetto Lambrate”, gli studenti di “Ilight”, la “RSU-UniMi”, hanno formalizzato al Comune di Milano la richiesta di sospendere tutti gli atti di propria competenza che possano produrre vincoli sul trasferimento dei dipartimenti scientifici della Statale interessati fino a quando non sarà stato acquisito un progetto comparativo “super partes”. Intanto dal Comune fanno sapere che la Giunta ha approvato gli indirizzi politici per la promozione dell’Accordo di Programma per Città Studi, dopo il 2022. Si continuerà dunque a lavorare in sinergia, con il supporto tecnico e scientifico del Dipartimento di architettura e studi urbani di Milano del Politecnico, per arrivare ad un Accordo di Programma che preveda la ricollocazione di attività legate principalmente alle tre università negli spazi compresi tra le vie Celoria, Golgi, Venezian, Magiagalli, Colombo e il mantenimento di circa 30mila studenti nel quartiere.