Nel mirino la sistemazione di via Di Vittorio

PESCHIERA / La strada somiglia ad un’eterna incompiuta

Nel mirino la sistemazione di via Di Vittorio

G.S. 26-07-2017 12:00

Via Di Vittorio a Peschiera somiglia ad un’eterna incompiuta. I lavori di riqualificazione della strada, cominciati parecchi anni fa, si trascinano dietro una serie di problematiche che ora, quanti hanno un’ attività o vi risiedono, intendono mettere in rilevo. Sotto i riflettori vi sono anzitutto i dossi artificiali posizionati per obbligare le vetture a rallentare la loro velocità. “Solo un genio - dice Stefano Fiamberti - poteva pensare e progettare dei dossi realizzati con mattonelle posate sulla sabbia in una via con la più alta densità di traffico giornaliero pesante dovuta agli autoarticolati. Il risultato è che dopo pochi mesi è tutto da rifare. La parte di manto asfaltato non è mai stata rifatta ma sempre rappezzata, tanto che periodicamente si aprono grandi buche, e questo teatrino dell'assurdo va avanti da anni. Il bello però viene ora: siccome ci sono le buche e i dossi sono sgangherati, ci si è inventati il limite di 30 km orari”. Il problema, a detta di molti, sta a monte del progetto, ritenuto non adeguato. Da lì i problemi si sono moltiplicati, perché c’è anche la difficoltà degli autoarticolati ad entrare nelle aziende e a fare manovra subito dopo la rotonda di Canzo. Forse non sono state adeguatamente considerate le dinamiche e le esigenze del traffico in zona “ed in più - continua Fiamberti che ha un’attività in via Di Vittorio - non si è mai provveduto al rifacimento totale del manto stradale. Una cosa sorprendente. Sono state fatte le cose male e a metà e ora anche le multe. Assurdo”. Un cantiere durato oltre un anno, chiuso con i lavori fatti a metà, senza asfaltare, la strada che resta disseminata di buche e ora pure le multe. Una beffa. Stefania Pozzi concorda e individua un altro problema: “...quello delle strisce pedonali - è il suo commento su Facebook - che sono pericolosamente messe in un punto dove le macchine fanno fatica a vedere l’attraversamento dei pedoni. Il progetto è stato fatto molto male e la gente che va a lavorare adesso si ritrova pure la multa...”. Maliziosamente Antonio Ricco ritiene che le buche siano quasi lasciate apposta: “il limite di velocità - è la sua versione - viene adottato in molti Comuni per “risolvere” il problema buche...”, ovvero con le multe si fa cassa per avere poi un “tesoretto” da destinare alle strade. Il coro su un progetto sbagliato è pressoché unanime. Per Raffaele Vailati “...molto probabilmente i vigili utilizzano uno strumento per verificare se un’auto è assicurata oppure no. Resta un lavoro fatto, pensato e rifatto male. E noi cittadini lo ripagheremo per la terza o quarta volta...”. E Paolo Spreafico “...quella strada, che percorro quasi ogni giorno, è indescrivibile, soprattutto alla luce degli investimenti fatti. Si sono succedute diverse amministrazioni e non è stato nemmeno rifatto il manto stradale, solo rappezzi. Quella strada è il classico esempio di come non si governa una città e di come non si fanno lavori pubblici. Spero che sia in cantiere una ricerca di soluzioni o di risistemazione...”. Prova ad essere ottimista Barbara Beltrami “...l’introduzione della zona 30 è prevista proprio per strade urbane a traffico intenso. L’amministrazione ha dichiarato chiaramente di voler ripensare alla viabilità, attendiamo fiduciosi...”.