Editoriale

Problema carceri...

Roberto Fronzuti 24-07-2018 18:00

Il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un testo riguardate il problema delle carceri. Il comico genovese ha sorpreso il mondo progressista, con in prima fila i Radicali (che seguono le orme di Marco Pannella) dichiarando la inutilità delle carceri: “Dobbiamo tendere a un mondo a carceri zero, o almeno, al minimo possibile”. C’è qualcosa di rivoluzionario in queste dichiarazioni di Grillo, che deve far molto riflettere chi - per sua fortuna - non è toccato in modo diretto o indiretto dalla questione detenzione (ma può capitare e tutti di avere un familiare con dei problemi). Noi abbiamo spesso parlato della popolazione carceraria che è costretta in spazi angusti, con il 40 per cento di persone in più - rispetto al normale - stipate nelle celle, che costringono i detenuti a stare a letto perché non c’è lo spazio fisico per stare in piedi e muoversi. Abbiamo commentato il fatto che in molti penitenziari lo spazio per ogni carcerato è di 3 metri quadri; dovrebbero essere almeno 9. Ma la cognizione vera della condizione dei detenuti, la si conosce solo varcando la soglia di un penitenziario (come fa periodicamente il sottoscritto), per far visita a un cittadino che sta pagando il suo debito con la giustizia.

La giornata del detenuto inizia all’alba; il pranzo è alle ore 11 e la cena alle 17; perché questi orari impossibili? E tutto il resto della giornata sono condannati ad oziare. Il lavoro non esiste; riguarda rare eccezioni. Per la consegna dei pasti e le pulizie degli spazi, la direzione ricorre ai turni; sono mansioni ambite dai detenuti che si guadagnano qualche misero euro e la giornata passa più velocemente.

Venendo meno la possibilità di seguire un percorso rieducativo, attraverso il lavoro e l’apprendimento di un mestiere, la costrizione all’ozio finisce per rappresentare una condanna aggiuntiva . Forse, esaminando questa problematica senza pregiudizio, si può comprendere il pensiero di Grillo, che risulta essere in sintonia con le battaglie portate avanti per tutta la vita da Marco Pannella. La giusta pena, ma anzitutto il lavoro e le misure alternative alla detenzione in carcere. Tutte le settimane si registrano dei suicidi nelle celle.

E che dire delle condizioni imposte al visitatore, anche se giornalista. 

Dopo una l’unga anticamera,  relativa registrazione, bisogna sottoporsi alla perquisizione. Non si può portare neppure un foglio di carta e una matita; bisogna lasciare nel cassetto all’ingresso anche l’orologio. Il parlatorio è chiassoso e non consente alcuna riservatezza nel colloquio; il tempo non passa mai e non c’è nessun rintocco che lo scandisca. Infine, ma non per ultimo, c’è il grave problema dei bambini che fanno visita ai propri genitori, in una sala affollata e convulsa dove riesce difficile parlarsi 

L’ex ministro della Giustizia Orlando aveva fatto approvare una riforma penitenziaria tesa a migliorare le condizioni della sfera affettiva che riguarda i cittadini che stanno scontando una pena. Il governo in carica ha messo da parte la riforma Orlando: l’auspicio è che l’attuale Guardasigilli dia retta al suo compagno di partito Grillo ed affronti con umanità il problema.