Editoriale

Iscrizione a scuola

Roberto Fronzuti 06-02-2018 15:51

I legislatori italiani continuano a pensare e agire come se il Paese fosse costituito da una realtà omogenea: non è così... La nostra è una nazione molto stratificata; da un punto di vista geografico, culturale e tecnologico.

Abbiamo l’Italia delle grandi città, ma anche rurale, delle campagne e delle montagne: in tutto 8.000 comuni. In tante piccole realtà non sanno neppure che cosa sia Internet. E allora come si risolve il problema di fronte all’insano obbligo dello Stato di iscrivere i figli a scuola solo a mezzo Internet? Scomodandosi per la ricerca di un professionista, perdendo del tempo e pagando la parcella. Questo capita a chi non ha e non saprebbe adoperare un computer. Come aggravante dell’obbligo di non dare l’alternativa di far accedere i propri figli alla scuola dell’obbligo con il sistema tradizionale della domanda su carta, oltre alla limitatezza dell’orario (dalle 9 alle 16) anche il termine è eccessivamente breve: dal 17 gennaio al 6 febbraio. Purtroppo, i nostri governanti hanno un’immagine sbagliata del nostro Paese; non tutti i cittadini sono informatizzati. Fra la popolazione adulta di tutt’Italia c’è un’alta percentuale di persone che non usa Internet.

Non è la prima volta che i nostri legislatori varano delle leggi che costringono i cittadini ad affrontare dei problemi che potrebbero essere evitati. Basta vedere le code che si formato davanti ai patronati. Che si tratti di tasse comunali o del reddito Isee, le famiglie non sono in grado di provvedervi, senza ricorrere alla burocrazia, in presenza di disposizioni troppo farraginose.

E che dire, di coloro che proclamano le leggi in nome dello Stato ed obbligano i piccoli imprenditori a comunicare con gli Enti pubblici attraverso la ‘’scia’’? È un obbligo che impone un’altra tassa alle piccole imprese di 150 euro (è il compenso richiesto) per ogni scia. Anche per quest’adempimento che sostituisce la raccomandata, i malcapitati devono rivolgersi ad una agenzia specializzata.

La realtà che abbiamo rappresentata è triste; nasce dal menefreghismo di una classe politica che ha perso il contatto con la realtà. Ignorare le difficoltà dei cittadini, non preoccuparsi dove la gente andrà a sbattere la testa per risolvere il problema di iscrivere i bambini a scuola è un atto irresponsabile.

In questi giorni centinaia di migliaia di persone, che non sanno come fare ad adempiere le pratiche necessarie per i propri figli,  stramaledicono il governo e chi ha dato il via a questa ulteriore normativa. 

Per i primi anni si poteva prevedere, con una fase transitoria, la possibilità di accedere alla scuola dell’obbligo come avveniva in passato, prima di decretare l’obbligo. 


L’OPINIONE DI:

Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, secondo cui tutto ciò «è inammissibile». «L’iscrizione - spiega - deve essere possibile anche per i figli di immigrati privi di permesso di soggiorno, come ci spiega l’articolo 38 del testo unico sull’immigrazione, e il ministero deve provvedere a modificare i campi di iscrizione immediatamente». «È incredibile - conclude Lanni - che le famiglie e gli studenti quest’anno debbano affrontare mille difficoltà per iscrivere i propri figli a scuola».