Editoriale

Emigranti bloccati in Libia e Turchia in condizioni disumane

Roberto Fronzuti 19-12-2017 16:35

Le notizie che ci giungono dai campi di accoglienza libici e turchi, dovrebbero portare ad una profonda riflessione tutti noi cittadini europei. Chi ha una coscienza che si interroga sul senso della vita, sulle ingiustizie e su quello che possiamo fare per alleviare le sofferenze del prossimo, non può voltarsi dall’altra parte e ignorare cosa sta accadendo in Libia e Turchia. Sovraffollamento, maltrattamenti, violenze, malnutrizione, caldo e malattie accompagnano la vita quotidiana di quanti hanno lasciato il proprio Paese, fuggendo dalla miseria. Sono persone semplici, che hanno venduto le loro cose per mettersi in viaggio alla ricerca di un futuro. Purtroppo, per loro il sogno europeo si è dissolto sulle coste africane e le aspettative degli emigranti sono state imprigionate da libici e turchi, che hanno trasformato le disgrazie di intere popolazioni, in un affare. L’Europa ha versato 10 miliardi allo Stato turco per bloccare gli emigranti e impedire loro di sbarcare a Lampedusa. Il governo italiano ha finanziato la Libia per costruire i cosiddetti campi di accoglienza, che sono delle prigioni a tutti gli effetti, dove avvengono stupri e violenze di ogni tipo. L’Europa, con la cancelliera Angela Merkel in testa, con l’accordo teso a fermare gli emigranti in Turchia, è venuta meno al ruolo umanitario, che la sua antica civiltà imporrebbe. Gli accordi con la Turchia e la Libia hanno ridotto gli sbarchi nei porti italiani, ma non hanno dato una risposta ai bisogni di quanti lasciano per necessità, i Paesi africani e asiatici, afflitti dalle guerre, dalle carestie e dalle epidemie. Queste popolazioni andrebbero aiutate sul posto attraverso lo sviluppo agricolo e industriale. Bloccare gli emigranti in Turchia e Libia non è la soluzione del problema. E che dire di quei Paesi dell’Est Europa che non hanno dato attuazione e rispettato le quote loro assegnate in tema di ospitalità? Le nazioni che incassano gli aiuti europei e non onorano gli accordi in favore degli emigranti andrebbero espulsi dall’Unione europea, Sono tutti governi ingrati, aiutati dall’Europa occidentale all’indomani della caduta del muro di Berlino. Chi volge il pollice vero il basso, di fronte a queste problematiche, con lo slogan prima gli italiani... alimenta la guerra fra poveri italiani e stranieri. Anche da noi ci sono un mare di problemi, miseria compresa. Ma in Africa e in Asia c’è chi deve camminare mezza giornata per andare al pozzo a prendere un secchio d’acqua; dove una madre deve vedere il proprio bambino morire di fame. Come si fa a dire a chi non ha mezzi per vivere di rimanere lì, dove avanza la desertificazione senza far nulla. Sono riflessioni che offro ai nostri lettori per il prossimo Natale; per i giorni in cui il nostro animo si dovrebbe aprire verso il prossimo.